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Lean Manufacturing: Differenza tra “efficienza” ed “efficacia” in area Operations

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Come possiamo orientarci all'interno di un mercato in continua crescita?Raggiungendo il massimo, spendendo il minimo! Come procediamo?

La scelta migliore è sviluppare l’attività d’interesse su un modello organizzativo efficiente ed efficace.

Quando parliamo di uno sviluppo efficace, viene messa in risalto la capacità di raggiungere l’obiettivo lavorativo prefissato; mentre il termine “efficienza” si utilizza per valutare l’abilità di raggiungere tale traguardo impiegando le risorse minime indispensabili.

Cosa significa Lean Manufacturing?

Wikipedia dà questa descrizione: “La produzione snella (dall'inglese lean manufacturing o lean production) è una filosofia produttiva che punta a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli.”

Si può anche definire come un sistema di eliminazione totale degli sprechi, che ha come fine primario l’erogazione di prodotto a valore per il cliente, raggiunta tramite una lavorazione efficiente ed efficace.

SI tratta di due termini fondamentali anche per il Lean Management (gestione snella), una filosofia sul controllo e sulla pianificazione che mira alla buona riuscita di un determinato prodotto, pensato per soddisfare le necessità del cliente.

E’ pertanto fondamentale aver chiara la differenza riduce concetti cardine come efficacia ed efficienza, che solo e compresa nel modo adeguato porta a risultati di valore per l’azienda.

In particolare nelle analisi di processo, all’interno della filosofia di Lean Management, è la verifica del flusso del valore (Value Stream Mapping)  un momento importante per individuare le più rilevanti opportunità di sviluppo sia produttivo che transizionale.

Quanto è fondamentale il Value Stream Map per il Lean Manufacturing?

Il Value Stream Map (VSM) è d’importanza essenziale per il Lean Manufacturing, perché coincide con la rappresentazione grafica di tutte le attività che si susseguono alla realizzazione di un prodotto, partendo dalla materia prima, fino alla consegna al cliente.

La finalità del Value Stream Map è quindi rappresentare un flusso di attività nella sua globalità, evidenziando i muda (sprechi) della situazione analizzata (Current State) e su di essa costruire un piano d’implementazione per il miglioramento dell’intero flusso, rendendolo più efficiente ed efficace (Future State).

Quale procedimento dobbiamo seguire per far crescere la nostra impresa?

  • Per prima cosa è bene selezionare una famiglia di prodotti, grazie all’aiuto di un team in cui siano presenti figure di diverse funzioni aziendali.
  • Successivamente si procede con la “current state map”, ovvero analisi e mappatura della situazione aziendale attuale.
  • Il prossimo passo sta nella “future state map”: sviluppo dello stato futuro e finale
  • A questo punto si va ad incrementare un piano d’implementazione, che si ottiene rispondendo alla domanda “Quali interventi di miglioramento sono necessari per passare dalla current alla future state map?”.
  • Infine si valida il piano d’implementazione appena delineato.

Lean Manufacturing e la necessità di eliminare ogni spreco

Un ulteriore ruolo nello sviluppo e crescita aziendale lo gioca la rimozione dei Muda, nome giapponese che traduciamo con “spreco”, un’ attività svolta che assorbe risorse e non crea valore per il cliente.

Durante la Lean Manufacturing sono stati evidenziati 7 tipi di sprechi:

(Segue elenco e spiegazione dell’illustre Alberto Viola nel suo libro A Gemba!)

  • sovrapproduzione : “si verifica quando un semilavorato viene immagazzinato e lasciato fermo in attesa si una successiva fase di lavorazione”;
  • tempo : esistono due tipologie di “tempo” nei Muda: -tempo a valore aggiunto: “rappresenta la somma dei tempi dei contenuti di lavoro che trasformano il prodotto in ciò che il cliente desidera”;
    -tempo ciclo (T/C): “misura il tempo necessario per la realizzazione di ogni singolo prodotto”;
  • trasporto : “spreco che si ottiene quando una merce viene portata da un punto all’altro all’interno dell’azienda, senza l’aggiunta di nessun valore durante il tragitto”;
  • perdite di processo : “muda che si ha quando all’interno di un ciclo produttivo ci sono attività che non aggiungono alcun valore e che costringono le fasi successive ad eseguire del lavoro a non valore aggiunto”;
  • scorte : attenzione a non confonderla con la “scorta di sicurezza”, che non va assolutamente da considerarsi spreco.
    “Le scorte sono rappresentate dalla quantità di prodotti finiti che l’azienda conserva in magazzino in attesa di essere venduta al cliente”;
  • movimenti : “è lo spreco rappresentato da tutti quei movimenti che gli operai svolgono senza aggiungere valore alla produzione”;
  • prodotti difettosi : “i pezzi difettosi segnalati dal cliente vengono trascurati. Ciò significa privarsi della possibilità di ottimizzare la produzione aziendale”.

Dalla comprensione di questi e dalla capacità di focalizzarli ed isolarli, si innesta il seme del miglioramento continuo (kai-zen) ed il conseguente aumento di efficienza ed efficacia.

La tecnica si chiama “caccia agli sprechi” e ne parleremo diffusamente in uno dei nostri prossimi post.

Pubblicato il: 06 November 2019

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