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Innovation Manager: tutto pronto, come funzionano i voucher?

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L’attesa è finita, il decreto attuativo che certifica i famosi voucher per l’Innovation Manager è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e le pmi potranno utilizzarli per avviare o accelerare il processo di trasformazione digitale.

Scopriamo insieme come funzionano i voucher e quali sono gli ambiti di intervento.

Prima di entrare nello specifico è meglio ricordare che gli stanziamenti sono differenti per tipologia di azienda: fino a 40.000€ per le micro e piccole imprese (fino ad un massimo del 50%), 25.000€ per le medie imprese (fino ad un massimo del 30%) ed 80.000€ per le reti d’impresa, con limite del 50%.

Perché è necessario l’Innovation Manager nelle pmi?

I fondi appositamente inseriti nel Piano Nazionale Impresa 4.0 fanno leva sulla necessità delle piccole e medie imprese italiane di adeguarsi all’attuale mercato nazionale ed internazionale attraverso un’importante trasformazione digitale.

L’evidenza, se fosse ancora necessario ripeterlo, è dovuta alla forte resistenza delle aziende italiane nei confronti della tecnologia e la misura interviene per tentare di innescare un percorso virtuoso necessario all’evoluzione.

Resta inteso che se fino ad oggi gli investimenti sono stati pochi (e magari fatti male) difficilmente cambierebbe qualcosa se non intervenisse da un lato lo Stato con interventi del genere e dall’altro un professionista in grado di guidare l’azienda durante il processo.

Questo professionista è l’Innovation Manager, una figura professionale dotata di visione a medio/lungo termine, in grado di prendere decisioni importanti e guidare un team di lavoro ma soprattutto con una comprovata esperienza in materia di innovazione digitale.

Che sia all’interno di una società di consulenza oppure una persona singola (libero professionista) poco importa, ciò che conta è che riesca ad agire a livello culturale ed operativo sulla mentalità aziendale.

E soprattutto che sia accreditato negli albi o negli elenchi dei manager dell’innovazione.

Insomma, per cogliere in pieno le potenzialità che i Voucher per l’Innovation Manager mettono a disposizione delle aziende, è necessario affidarsi ad un consulente o una società in grado di studiare, progettare e mettere in pratica una seria strategia di evoluzione digitale.

Quali sono gli ambiti d’intervento e le spese ammissibili con i Voucher?

Una volta stabilita la necessità dell’Innovation Manager è necessario comprenderne gli ambiti d’intervento e le spese ammissibili con i Voucher messi a disposizione del governo.

Innanzitutto precisiamo che il contratto di consulenza tra l’azienda e l’Innovation Manager deve essere temporaneo e non inferiore a 9 mesi; lo stesso vale per le società in grado di fornire questo servizio.

Gli ambiti d’intervento sui quali l’Innovation Manager è chiamato ad agire sono diversi, i Voucher coprono ad esempio gli interventi sull’utilizzo dei big data, gli investimenti in cloud computing, la cyber security, l’internet of thing ed il digital marketing.

Da quello che possiamo notare il governo, che ha stanziato 75 milioni di euro per il trienno 2019/2021, intende finanziare l’acquisizione di consulenze specifiche e legate alla trasformazione tecnologica ma è ben consapevole che lo stesso stanziamento non può bastare a coprire tutte le esigenze.

L’obiettivo principale del Piano Nazionale Impresa 4.0 e di conseguenza dei Voucher per l’Innovation Manager è quello di finanziare l’inizio di investimenti che devono servire da traino per innescare una serie di processi virtuosi.

Gli stessi processi virtuosi che dovranno essere in grado di stimolare un vero e proprio balzo in avanti da un punto di vista culturale ed imprenditoriale.

Pubblicato il: 25 July 2019

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